martedì 27 marzo 2012

ILLUMINAZIONE!

L' illuminazione è uno stato di grazia, è trovare finalmente la risposta ad una domanda che ti perseguita. E' un momento lungo un respiro, è come trovare quel pezzo di un puzzle che ti fa concludere l' opera.
E' trovare finalmente la Risposta e tuto si sistema, la vita inizia a scorrere velocemente, insegui l' obbiettivo, ricerchi la fine, perchè ora sai quello che devi fare...anzi ora so che cosa devo fare!!!!!!!!!

domenica 18 marzo 2012

CACCIATORE DI IMMAGINI


Vivo al crepuscolo e nella notte, all' alba e nelle ore più calde. La mia vita sono loro le immagini, grazie ad esse ho un posto dove stare, posso mangiare e respirare, quindi posso esistere, essere come loro. La mia vita è una serie infinita di istanti che si susseguono; tutto questo si ripete ogni minuto, ogni ora, ogni giorno da trent' anni. Praticamente una vita passata nella ricerca dell' immagine perfetta; non quella che descrive il mio pensiero di quelle ne scatto a milioni, io voglio l' immagine che rifletta il la mia vita, il mio essere ed al solo guardarla mi appaghi pienamente.
E' per questo che dall' età di vent' anni giro per le strade delle città, a qualsiasi ora, alla continua ricerca della perfezione. Molte volte guardando il mio lavoro ho pensato di averla trovata, ma poi l' illusione è sparita nel nulla.
Questo però non significa che ho perso tempo, anzi il mio lavoro è molto apprezzato, sono considerato ed apprezzato in questo campo e le mie istantanee di paesaggi e persone sono ricercate da varie riviste specializzate.
Alcune sono considerate anche arte.
Ma spesso entrando in casa mia e guardando le pareti. gli scafali ed i libri di raccolta su cui tengo i miei lavori, un senso di sconfitta mi assale.
L' immagine vuota che osservo allo specchio del bagno è un voto segnato dall' età, barba lunga e trascurata di parecchi giorni, un naso troppo grosso da quando si e' rotto da giovane, capelli legati da un nastro femminile, pipa in bocca.
Rimango così anche per ore, a fissare il mio volto, ricordando tutti quelli che ho immortalato, volti più interessanti, che raccontavano la loro storia, la loro vita, la gioia e la tristezza provate.
Mi guardo e penso.
Esco di casa e inizio a camminare per le strade, fermandomi ogni tanto a scattare qualche foto; una donna che aspira da una sigaretta, due ragazzi quasi adolescenti che si baciano, una cane che rovista in un cestino. Cammino.
Mi fermano due signori, circa sett' anni, lei mi chiede se posso fargli una foto con suo marito, e allungandomi la loro macchina aggiunge che è il loro anniversario.
Un sorriso appare sulle mie labbra, queste situazione mi mettono sempre di buon umore, non so il perché. Prendo la loro macchina e scatto, la restituisco loro ringraziano ed io sorrido.
In quel istante un ragazzo mi chiama, avrà circa dodici anni, vestiti sporchi, faccia ancora più sporca. Mi allunga una istantanea di polaroid chiedendomi cinque euro, dicendomi che suo padre lo picchia se non la vende. Gli metto in mano una banconota da dieci.
Ecco un istantanea della mia vita, cinquant' anni circa, alla continua ricerca dello scatto perfetto, in mezzo ad una piazza, con una polaroid in mano e dieci euro in meno.
Man mano che l' immagine appare vedo un uomo di mezz' età con barba lunga e trascurata, il naso troppo grosso, i capelli tenuti insieme da un nastro femminile, pipa in bocca, una macchina fotografica al collo ed una in mano, sulle sue labbra un lieve sorriso.

Ho venduto la casa in città e la mia attrezzatura fotografica, ora vivo in campagna, sugli scafali libri, sui muri quadri. Mi sono sposato.
L' unica foto su una parete del mio studio e una polaroid ingiallita. L' immagine che riflette era la mia vita, il mio essere, e ogni volta che la guardo lei mi dona tranquillità. L' ho cercata per una vita, ed alla fine è lei che mi ha trovato.
Mi sento appagato.

venerdì 16 marzo 2012

FALENE

Casa di campagna. Grigliata, amici dei miei. Tutti ubriachi.
Guardo il fuoco che hanno usato per la carne, finisco i fondi delle bottiglie di rosso che hanno avanzato, sono tutti davanti a casa a chiacchierare. Butto qualche legnetto sul fuoco, la fiamma divampa, la notte si illumina. Si avvicinano le farfalle della notte. Falene che attratte dalla luce danzano intorno alle fiamme, senza sapere che il calore le ucciderà. Attratte da quella luce che significa vita, ma allo stesso momento abbagliate così tanto da quel miraggio che si avvicinano troppo senza mai riuscirlo a toccare. Quelle più fortunate muoiono bruciando in piccole fiammelle sospese a mezz' aria, le altre agonizzano per terra senza più le ali che le portano via. Alzo il piede, le schiaccio, sotto la mia suola della scarpa, sento il loro corpino che scricchiola sotto una mia leggera pressione, so di fargli un favore, tanto una farfalla che non può più volare non ha più senso di esistere.

mercoledì 11 gennaio 2012

marocco con THE NORTHFACE!






"Grazie ad un concorso organizzato da THE NORTHFACE in collaborazione con RUNNERSWORLD ho avuto l' occasione di andare 3 giorni in Marocco per testare le nuove scarpe da trail da loro prodotte. Arrivati il venerdì nel primo pomeriggio ci siamo subito trasferiti nella kasba du toubkal un paesino a 1800msm ai piedi del monte Toubkal, il più alto del nord africa. All' evento partecipavano circa 20 vincitori del concorso provenienti da tutta europa suddivisi in runners e trekking accompagnati da un giornalista della rivista legata al concorso. La sera i responsabili Northface ci hanno spiegato le caratteristiche tecniche della scarpa che il giorno dopo avremmo indossato. La mattina dopo la colazione e un veloce riscaldamento siamo partiti per un trail sulle montagne di circa 30km con più di 2000 di dislivello in positivo con 2 passi ache superavano i 2500msm. Durante la corsa eravamo accompagnati da 2 guide/runners locali e da Sebastien Chaigneau, atleta di punta del team Northface arrivato 3° all' edizione dell UTMB 2011. Il tutto è terminato con una seduta nell hamman una ricca cena e un questionario sulle scarpe! il giorno dopo ho commentato questa mia avventura così:
tornato dal Marocco! mamma mia che 3 giorni fantastici! il posto meraviglioso anche se sperduto tra le montagne ( peccato non aver avuto tempo x visitare marrakesh ), un albergo fuori dal paese da raggiungere a piedi ( le valige con i muli )! Confrontarsi con altri atleti...è sicuramente il momento più bello che mi porto a casa! il primo giorno 1 pò di casino con l' inglese ma poi mi riabituo...p...eccato non essere stato in forma x il giro di sabato! 2 mesi di stop li ho sentiti tutti nelle gambe, soprattutto nella parte finale del giro! alla fine con il mio passo da tartaruga sono arrivato come tutti! L' importante è sempre quello che si scopre lungo la strada!! Grande impressione x il gruppo THE NORTHFACE, se sono veramente tutti così è una azienda giovane, dinamica, fatta da persone che vivono i loro prodotti...capisco xkè funziona così bene! spero non sia stata 1 immagine fasulla che ci hanno voluto regalare ma sia la normalità!"
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sabato 22 gennaio 2011

RITRATTI

Ritratto Fotografico Professionale:
10 Consigli


Come si fa a scattare un bel ritratto fotografico professionale? Mi è stato chiesto di raccontare la mia esperienza, i “trucchi” del mestiere. Bene, ho risposto, ma a quale categoria di fotografo mi devo rivolgere? Principiante, fotoamatore, super appassionato? Dphoto è una rivista online aperta a tutti, ecco perché in questa prima puntata sul ritratto fotografico mi fa piacere tracciare delle linee guida che se possono aiutare molti a migliorare i propri ritratti, non devono esser prese affatto come dogmi.
Il bravo fotografo, ma bravo, potrebbe fare l’esatto contrario e ottenere risultati altrettanto soddisfacenti e forse di più. Il perché è presto detto: la Fotografia è un arte (non sempre, certo) e come tale ammette la libera interpretazione, la sperimentazione, le invenzioni. Per fare un bel ritratto occorre una buona macchina (“buona”, non necessariamente la migliore), e un pizzico di talento. Ma l’esperienza aiuta e anche le regole. Bisogna seguirle per forza? No, ma è bene conoscerle e seguirle per un po’ prima di metterle, eventualmente, da parte.

Nella seconda pagina dell'articolo le foto di esempio con le spiegazioni tecniche.


1. L’obiettivo da ritratto

La regola dice che un buon ritratto va fatto con un 85mm, oppure un 105mm (ottica fissa oppure uno zoom con un’escursione che comprenda le lunghezze focali possibilmente utilizzato a tutta apertura, o quasi.
Questo non vuol dire che non si possa scattare un ritratto con un gradangolo o con un tele più lungo. Prima si digerisce la regola, poi si può sperimentare con quel che si vuole.

2. Il numero di scatti

La regola dice che per ogni ritratto bisognerebbe scattare almeno 40 scatti, più o meno quelli concessi da un “vecchio” rullo 35 mm da 36 pose. Cogliere l’espressione migliore è anche un fatto statistico: occhi chiusi, smorfie, capelli fuori posto ecc. si combattono premendo più volte il pulsante di scatto.

3. Luce in esterni

La regola dice, che per l’esterno, non c’e nessuna regola (National geographic naturalmente consiglia la luce del mattino o della sera, quando i raggi del sole sono obliqui).
Per illuminare il soggetto, si puo contare su:

- sole di lato, con o senza pannello riflettente (si acquista nei negozi specializzati, ma può andar bene anche un cartone bianco oppure un telo o un pezzo di polistirolo)
- sole sopra la testa, con pannello riflettene (tecnica difficile per un principiante)
- controluce, con pannello riflettente
- in ombra, con o senza pannello riflettente

Il pannello serve a ridurre il salto netto tra le alte luci e le ombre (contrasto). Prima di scattare bisogna provare l’efficacia del pannello muovendolo e avvicinandolo e allontanandolo dal soggetto per regolrne l’azione.

Insomma, grande libertà. Molto dipende dalla fantasia del fotografo. Val la pena di provare le diverse opzioni per perfezionare poi quella a noi più congeniale.

4. Luci in studio

La regola dice che per le foto in studio, a parte le tre o quattro luci canoniche ( ombrello leggermente sopra il soggetto con fondo più o meno illuminato, luce finestra messa di lato, bank con diffusore di fronte al soggetto con luce diretta posta dietro al soggetto solo per i capelli ecc.) lo studio deve essere una palestra di sperimentazione, per cui spazio alla fantasia anche se non si ha troppo tempo a disposizione.

5. Inquadratura

La regola dice che l’inquadratura è una cosa che si deve imparare, perche rientra nella categoria del buon gusto, per cui: primo, riempire sempre il fotogramma specialmente sopra la testa, così non si sbaglia mai; secondo, costruire una composizione bilanciata.
Il segreto? Imparare a guardare per davvero dentro al mirino (o al display LCD se usiamo una compatta che ha solo quello per inquadrare) e a godersi la foto prima ancora di scattarla (naturalmente se non stiamo lavorando con le pallottole che fischiano sopra la testa).

6. Espressione

La regola dice che il soggetto dovrebbe guardare in macchina per tirargli fuori un minimo di espressività, che fa’ la differenza!
Una volta che si è padroni di questa regola si può cominciare a sperimentare con altre espressioni (buffa, pensierosa, occhi chiusi, sguardo di lato o a terra).

7. Velocità

La regola dice che una volta inquadrato e messo a fuoco il soggetto, i 40 scatti a disposizione vanno fatti abbastanza a ridosso uno dell’altro.
Sono assolutamente da evitare quegli interminabili secondi di pausa forzata, di silenzio e di imbarazzo da parte nostra e del soggetto dovuti all’indecisione del fotografo, alla scarsa dimestichezza con la macchina fotograficae con la pratica del ritratto.
Se qualcosa non va, se abbiamo bisogno di riflettere un secondo o di risolvere un problema tecnico prima di ricominciare a scattare, è importante che continuiamo a dialogare con il nostro soggetto, togliendolo dall’imbarazzo. Poi sotto, decisi, con la seconda serie di foto.
Quando si comincia a fare sul serio con il ritratto fotografico è buona norma cercare i nostri soggetti tra i familiari, gli amici, i vicini di casa, i negozianti del quartiere. Insomma, soggetti capaci di sopportare qualche nostro tentennamente senza sbattere la porta e scappar via.

8. Fidarsi della tecnologia

La regola e il buon senso dicono che oggi, con tutti i progressi fatti dai costruttori di macchine fotografiche, non dovremmo più incaponirci a scattare regolando tutto in manuale. Abbiamo l’automatismo, priorità di tempi,
priorità di diaframmi, per il ritratto questo è più che sufficiente.

9. Emozione

La regola dice, che una volta ultimato il lavoro o hobby, il risultato deve dare sempre un’emozione, per chi l’ha eseguito e per chi lo guarda per la prima volta.

10. Modestia

E un'altra regola, l’ultima, dice, che nella maggior parte dei casi, tendiamo a sopravvalutare le nostre fotografie. Se non ci accontentiamo, se vogliamo continuare a migliorare, qual’è il trucco? Basta tagliare un bel 50% dal nostro entusiasmo per essere più vicini alla realtà.
Questa è una regola assoluta